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Quando arriva il momento di mettere mano alla casa della nonna, non tutto deve necessariamente cambiare. Tra mobili, complementi e piccoli oggetti possono esserci pezzi che, anche se lontani dal gusto di oggi, raccontano una storia, custodiscono un ricordo o hanno qualità costruttive e materiali che meritano di essere riscoperti. Il segreto è scegliere ciò che ha ancora qualcosa da dire (e sono tantissimi i pezzi che possono farlo) e trovare il modo di farlo dialogare con gli arredi contemporanei.
Il criterio più utile è quindi selezionare. Un mobile ben proporzionato, un vecchio tavolo in legno, uno specchio con una bella cornice o una poltroncina da rifoderare possono acquistare una nuova vita proprio accanto ad arredi contemporanei. Non occorre però ricreare un’atmosfera rétro: il pezzo del passato può entrare nel progetto anche come elemento singolo, riconoscibile, inserito in un insieme attuale.
Una radio, una macchina da scrivere, alcune fotografie o un servizio di porcellana raccontano infatti una storia personale che nessun complemento acquistato può sostituire. E anche un oggetto privo di valore economico può meritare di essere conservato. La casa contemporanea può accoglierli senza trasformarsi in un museo, purché siano scelti con misura e abbiano un posto preciso.
La regola finale: recuperare ciò che ha ancora qualcosa da dire
La casa contemporanea non ha bisogno di diventare un contenitore di ricordi. Il recupero funziona quando il passato viene selezionato e messo in relazione con il presente.
Prima di decidere cosa portare nella nuova casa, quindi, conviene valutare ogni pezzo secondo quattro criteri: qualità, stato di conservazione, funzione e valore affettivo. Se almeno uno di questi elementi è forte, può valere la pena studiarne il recupero.
Poi arriva il progetto: scegliere la stanza giusta, stabilire quanto spazio lasciare intorno all’oggetto, decidere se conservarne la finitura oppure modificarla e, soprattutto, capire con quali elementi contemporanei metterlo in relazione.
Non serve che tutto sia coordinato. Al contrario, una casa diventa più personale quando alcuni pezzi sembrano appartenere a tempi diversi, ma convivono con equilibrio. È questo il modo più attuale di conservare qualcosa della casa della nonna: non ricreandola, ma facendo entrare in un appartamento di oggi ciò che merita davvero di restare.
Più di 20 cose da “salvare” dalla casa della nonna
Un mobile della nonna in legno: prima si valuta, poi si decide come recuperarlo
Comò, comodini, cassettiere, piccole credenze e tavolini sono tra i mobili che più facilmente possono essere reinseriti in un progetto contemporaneo. Prima di pensare a vernici e carte abrasive, però, è importante osservare materiale, costruzione, proporzioni e stato di conservazione.
Un mobile in legno massello, per esempio, può avere una qualità che vale la pena mantenere. La finitura segnata dal tempo non è necessariamente un difetto: se il legno è in buone condizioni, graffi e piccole irregolarità possono contribuire alla sua identità.
Un comò classico può essere utilizzato in una camera con letto tessile dalle linee semplici; una piccola cassettiera può trovare posto nell’ingresso o in uno studio; un comodino può essere accostato a un letto contemporaneo anche senza essere abbinato a un secondo elemento identico.
La regola progettuale è evitare di circondare il mobile recuperato con altri pezzi della stessa epoca. È il contrasto con pareti, illuminazione e arredi attuali a renderlo interessante.
Dipingere un vecchio mobile per trasformare la stanza

Una mini vetrinetta recuperata è stata ridipinta di bianco e utilizzata come comodino. Clicca qui per vedere tutto il servizio sui tanti modi di essere comodino con i suggerimenti dell’architetto Clara Bona.
La vecchia vetrina può diventare un contenitore contemporaneo
Una credenza con vetrina conserva una caratteristica ancora molto attuale: permette di avere contenimento chiuso e spazio per esporre contemporaneamente.
In soggiorno può contenere libri, ceramiche e oggetti di uso quotidiano; nella sala da pranzo può custodire bicchieri e stoviglie; in una camera può persino diventare un contenitore per piccoli oggetti e biancheria.
Non è necessario mantenerne per forza l’utilizzo originario. Una vetrina può essere reinterpretata anche attraverso ciò che contiene. Una struttura tradizionale acquista infatti un aspetto completamente diverso se al suo interno vengono disposti pochi oggetti contemporanei, libri o ceramiche dalle forme essenziali, anziché un intero servizio coordinato.
Se il mobile è molto grande o riccamente decorato, è preferibile lasciargli intorno più respiro. In un ambiente piccolo, una sola vetrina importante può essere sufficiente a caratterizzare la stanza.

Progetto e foto arch. Clara Bona. Clicca qui per vedere tutto il servizio.
Il vecchio tavolo da pranzo funziona anche con una cucina moderna o in un open space
Tra gli arredi della casa della nonna, il tavolo è spesso uno dei più facili da recuperare perché la sua funzione è rimasta sostanzialmente invariata.
Un grande tavolo in legno può diventare il punto di equilibrio di una cucina contemporanea con basi lisce oppure introdurre calore in un ambiente caratterizzato da superfici tecniche e colori neutri. Le sedie possono essere sostituite: non è necessario mantenere la vecchia coppia tavolo-sedie.
È proprio questo uno dei modi più semplici per aggiornare un mobile tradizionale. Un tavolo importante può essere affiancato da sedute leggere, anche tutte diverse, purché siano coerenti per proporzioni e altezza.
Prima del recupero, però, bisogna controllare stabilità, giunzioni, piano e gambe. Una finitura rinnovata non risolve un problema strutturale.

Il tavolo ovale in legno di noce e le sedie sono pezzi vintage di famiglia; le sedute imbottite sono state restaurate e rivestite con un nuovo tessuto in velluto che riprende il colore delle pareti. Progetto: Studio Tricot di ing. Daniela Murri dello Diago, arch. Chiara Sabattini, interior designer Fred Avitaia, Firenze. Foto: Studio Daido. Clicca qui per vedere tutta la casa.

Tavolo di Reciclò e sedie vintage restaurate. Progetto: O/A Officina Abitare, architetti Sara Bartolini e Matteo Pierattini, Firenze – officinaabitare.com. Foto: Studio Daido. Styling: Studio Wolo. Clicca qui per vedere tutta la casa.

Tavolo vintage. Progetto: Arch. Pierluigi Molteni, Bologna. Foto: Lea Anouchinsky. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Uno specchio antico diventa il dettaglio che rompe l’uniformità
Uno specchio con cornice dorata, intagliata o particolarmente elaborata può sembrare difficile da inserire in una casa contemporanea. In realtà, proprio la sua distanza dal resto dell’arredamento può renderlo efficace.
Il posto giusto può essere l’ingresso, sopra una consolle molto semplice, oppure una parete del soggiorno lasciata libera. Anche in camera può essere utilizzato come elemento decorativo, senza necessariamente abbinarlo ad altri mobili tradizionali.
Più la cornice è importante, più conviene ridurre ciò che le sta intorno. Una parete libera e un’illuminazione ben studiata permettono allo specchio di diventare il punto focale senza creare un effetto antiquato.
Anche in questo caso non è indispensabile riportarlo a un aspetto perfettamente nuovo: una patina coerente con il pezzo può essere molto più interessante.

Un vecchio specchio dorato è stato recuperato e utilizzato in modo del tutto inaspettato in una cucina senza pensili, dove risulta essere di grande effetto.Foto: Cristina Galliena Bohmann. Styling: Francesca Martinez Progetto: Cecilia Avogadro Architetto e Lupettatelier. Clicca qui per vedere tutta la casa.
La poltroncina della nonna si aggiorna soprattutto con il nuovo rivestimento
Una vecchia poltroncina può essere un ottimo pezzo da recuperare perché la struttura può essere conservata modificando completamente l’aspetto della seduta.
Prima di scegliere il tessuto occorre però considerare forma, dimensioni e destinazione d’uso.
Una poltroncina dalle linee morbide può essere valorizzata in modo diverso a seconda dei contesti con il giusto tessuto: un lino o un cotone naturale possono essere adatti a un ambiente country o contemporaneo caldo; un velluto può valorizzare una casa più sofisticata; un tessuto grafico può invece creare un contrasto deciso.
Il colore può diventare il collegamento con il resto della stanza: non è necessario scegliere una tinta neutra. Una tonalità ripresa da una parete, da un tappeto o da un’opera d’arte può trasformare la poltroncina in un elemento coordinato pur mantenendone riconoscibile l’origine.
Prima di rifoderarla è necessario verificare imbottitura, struttura e molleggio. Cambiare solo il tessuto quando l’interno è deteriorato significa rimandare il problema.
Per delle vecchie sedute in vimini o midollino, invece, può bastare un’accurata pulizia e un controllo dello stato dell’intreccio.

Poltroncine in midollino vintage. Progetto: Arch. Pierluigi Molteni, Bologna. Foto: Lea Anouchinsky. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Tavolini da usare come comodini, anche spaiati in base allo spazio
Non è obbligatorio acquistare due comodini uguali. In una camera contemporanea può funzionare anche un piccolo mobile ereditato, purché abbia dimensioni compatibili con il letto e con lo spazio disponibile.
L’asimmetria, però, non significa accostare due elementi casuali. Le lampade possono creare il collegamento tra comodini diversi, così come una stessa finitura, un’altezza simile o una relazione cromatica.
Un piccolo tavolino della nonna può quindi diventare comodino anche se non era stato progettato per questo utilizzo. Va verificato però che il piano sia sufficientemente stabile e che l’altezza permetta di utilizzare comodamente il piano d’appoggio.

Un vecchio tavolino diventa comodino accanto aun moderno letto tessile. Clicca qui per vedere tutto il servizio sui tanti modi di essere comodino con i suggerimenti dell’architetto Clara Bona.
Madia anni ’50-’60: un mobile ancora attuale
I mobili del secondo dopoguerra, soprattutto quelli dalle gambe sottili e dai volumi non troppo massicci, si inseriscono facilmente anche in ambienti contemporanei. Una madia degli anni ’50 o ’60, per esempio, può trovare posto in soggiorno, all’ingresso, nella zona pranzo o in camera da letto e mantenere intatta la sua funzione di contenitore. Accostata a pareti dalle finiture lisce, arredi essenziali e pochi elementi decorativi, può diventare un punto di carattere senza appesantire l’ambiente.
Prima di modificarne la finitura, però, conviene valutarne materiali, lavorazione e stato di conservazione. Non tutti i mobili di quest’epoca sono pezzi di design e si possono tranquillamente ridipingere, se serve, per ravvivarli o dare loro maggiore coerenza con il contesto dal punto di vista cromatico.
In molti casi, però, sono proprio il legno, le proporzioni e i segni del tempo a valorizzare il mobile e renderlo più apprezzabile.

Il mobile appoggiato alla parete di fronte al letto, con cassetti e vani chiusi, è un pezzo di recupero degli anni ’60-’70, una sorta di madia multifunzionale con finitura melaminica effetto legno, un vero jolly adatto ad ogni ambiente dal living alla camera. Progetto: arch. Mirko Pancaldi, Milano, Foto: La Camera Chiara/Andrea Vierucci. Styling: Anna Maria Eustachi. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Come recuperare il letto della nonna in una casa contemporanea
Inserire un letto d’epoca o della nonna in una zona notte moderna richiede un attento gioco di bilanciamenti per evitare l’effetto “soffitta”.
Il segreto risiede nell’esaltare le modanature e la finitura del legno o del ferro lavorato facendole risaltare contro una parete di fondo di carattere, ad esempio tappezzata o dipinta in una nuance delicata e neutra o anche in un colore deciso — come un blu balena, un verde bosco o un terracotta pieno o un più delicato pesca — che saprà creare un contrasto cromatico capace di valorizzarne la linea.
Per spezzare la memoria del passato ed eliminare ogni rigidità classica, il consiglio è di affiancare alla struttura elementi nettamente contemporanei. Sostituire i comodini tradizionali con arredi di design, magari in metallo o plastica colorati, e completare con una lampada da tavolo o una sospensione dalle linee pulite ed essenziali.
Questo costante dialogo tra la memoria storica del letto e il rigore delle finiture moderne trasformerà l’elemento antico nel vero protagonista della stanza, trasformando l’ambiente in un rifugio raffinato ed eclettico.

Il letto vintage d’epoca trova un contrappunto contemporaneo nel Componibile di Kartell: la sua presenza minimale attenua la solennità del pezzo antico, creando un dialogo visivo perfettamente bilanciato. Progetto: Studio Punto, Arch. Lara Piselli, Ing. Martina Fiorentini. Foto: Mirko Morelli. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Comò d’epoca: il contrasto che valorizza il mobile antico
Anche un comò antico può trovare una collocazione naturale in una casa contemporanea. In camera da letto può essere utilizzato come cassettiera, accanto a un letto dalle linee semplici e a tessili attuali; in altri ambienti può diventare un contenitore o un piano d’appoggio. Le sue proporzioni e i dettagli della lavorazione acquistano particolare evidenza quando sono messi a confronto con superfici essenziali e arredi dalle forme pulite.
In questo caso, più che cercare di rendere il mobile simile agli altri elementi della stanza, conviene lasciargli il proprio carattere. Se legno, finitura e struttura sono in buone condizioni, non è detto che serva intervenire: il contrasto tra un pezzo antico, legato alla storia della famiglia, e un ambiente contemporaneo può essere sufficiente a renderlo attuale.
Come rinnovare un vecchio mobile in legno

Cassettiera in legno massello di fine ‘800 inserita nella camera moderna. Progetto: arch. Ilaria Di Genova, Milano, digenova.ilaria@gmail.com Foto: Cristina Galliena Bohman Styling: Laura Mauceri. Clicca qui per vedere tutta la casa.
La vecchia macchina per cucire con base in ghisa
La macchina da cucire con struttura in ghisa e piano in legno è uno degli oggetti più riconoscibili delle case di una volta. Se è accompagnata dal mobile originale, può essere recuperata come piccolo scrittoio, consolle o piano d’appoggio.
La sua forma è già molto caratterizzata, perciò non serve aggiungere altri elementi rétro. Un’unica macchina da cucire può essere sufficiente a introdurre una nota nostalgica in un ambiente contemporaneo.
Prima di modificarne la funzione, è comunque utile stabilire se il pezzo abbia interesse storico o collezionistico e, soprattutto, verificarne le condizioni. Se la macchina è ancora funzionante e si desidera utilizzarla, è opportuno far controllare la parte meccanica ed elettrica.
Come riutilizzare una vecchia macchina per cucire

La macchina per cucire degli anni ’40, ancora funzionante, era appartenuta alla nonna sarta della proprietaria; è appoggiata alla porzione di parete con la cucina, della quale costituisce un ideale prolungamento. Progetto: arch. Ilaria Di Genova, Milano. Foto: Cristina Galliena Bohman. Styling: Laura Mauceri. Clicca qui per vedere tutta la casa.
La radio d’epoca: oggetto della memoria, perfetto da esporre
Una vecchia radio in legno o una vintage anni ’70 occupa poco spazio ma può avere una forte presenza visiva. Può essere appoggiata su una madia, una mensola o una libreria, accanto a oggetti contemporanei.
È uno dei casi in cui non serve reinventare la funzione dell’oggetto: anche se non viene più utilizzata per ascoltare la radio, può continuare a essere un elemento della casa proprio per il suo aspetto.

Sul top, accanto a un piccolo elettrodomestico nuovo ma in stile retrò, una radio vintage di Brionvega. Progetto: arch. Clara Bona con Ludovica Donvito Interior Designer, Studio 98, Milano – https://www.studio98.it. Foto: Giulio Oriani – Beatrice Vergani/Vega MG. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Dischi in vinile, da esporre nella libreria con vani su misura
Una collezione di dischi ereditata dalla famiglia merita di non finire in cantina. I vinili hanno dimensioni rilevanti, maggiori rispetto per esempio a quelle dei libri, e quando si realizza una nuova libreria bisogna tenerne conto.
Prevedere vani della misura corretta permette di conservarli. Disposti in verticale, sono facilmente accessibili ma alcune copertine particolarmente belle possono essere esposte, alternandole nel tempo.
Il risultato è più interessante quando i dischi rimangono una collezione utilizzabile; accanto a un giradischi contemporaneo e una comoda poltrona, possono diventare una felice zona relax del soggiorno o dello studio.

Per contenere i vecchi dischi in vinile la libreria è stata progettata ad hoc con appositi scomparti. Progetto: Balance Architettura (Alberto Lessan, Jacopo L. Bracco), Torino https://www.blaarchitettura.it. Foto: Cristina Galliena Bohman. Styling: Laura Mauceri. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Il tappeto persiano, da abbinare ad arredi lineari
Un vecchio tappeto persiano può diventare uno degli elementi più caratterizzanti di un ambiente, ma proprio per questo richiede attenzione.
Il modo più semplice per inserirlo in una casa contemporanea è lasciargli il ruolo di elemento decorativo principale, evitando di aggiungere troppe fantasie.
Un tappeto molto ricco può essere posato sotto un divano dalle linee pulite, sotto un tavolo contemporaneo o ai piedi del letto. Le sue cromie possono inoltre diventare il punto di partenza per scegliere alcuni dettagli della stanza, come cuscini, tende o una poltroncina.
Prima di procedere con lavaggi o restauri è importante verificare materiale, tecnica di realizzazione e stato di conservazione. Per un tappeto di particolare pregio è preferibile rivolgersi a un restauratore specializzato.

Il tappeto persiano riprende le cromie delle poltroncine. Clicca qui per vedere tutto il servizio con le soluzioni dell’architetto Clara Bona.
Pizzi, centrini e ricami: un recupero
Tra gli oggetti più difficili da inserire in un interno contemporaneo ci sono i centrini, i pizzi e i ricami. Non perché siano necessariamente fuori moda, ma perché la loro forza decorativa è molto legata al contesto.
Un ricamo particolarmente bello può essere incorniciato con una cornice semplice e utilizzato come piccolo quadro. Un pizzo può invece essere trasformato in un elemento tessile, se la sua qualità e le sue dimensioni lo permettono.
Il risultato è più convincente quando si sceglie un pezzo significativo invece di utilizzare tutti i manufatti disponibili.
In una casa dal gusto rétro o country si può osare di più e trasformarli in una tenda con un’originale sorta di collage; in un ambiente minimalista è preferibile un intervento molto più misurato.

Centrini della nonna recuperati e trasformati in tenda per una casa dal sapore retrò. Foto di Cristina Fiorentini. Guarda qui come si realizza.
La libreria anni ’50, attualissima!
Una vecchia libreria a giorno autoportante può conservare una funzione particolarmente interessante anche nei progetti contemporanei, separare senza una parete.
Può essere utilizzata tra ingresso e soggiorno, tra zona pranzo e living oppure per ricavare un piccolo angolo studio. Se è accessibile da entrambi i lati, mantiene inoltre la possibilità di utilizzare il mobile da entrambe le stanze.
La stabilità va verificata con attenzione, soprattutto se la libreria viene riutilizzata come elemento divisorio. In caso di nuova collocazione può essere necessario prevederne un adeguato fissaggio a parete, a pavimento o a soffitto, in funzione della struttura e della configurazione dell’ambiente.
Per mantenere l’effetto leggero, meglio non riempirla completamente: libri e pochi oggetti alternati lasciano filtrare lo sguardo e la luce.

La libreria anni ’50 è utilizzata per dividere senza togliere luce al tavolo ed è quindi fruibile da entrambi i lati. Il mobile, fissato a pavimento e a soffitto, è regolabile in altezza grazie ai piedini telescopici. Progetto: arch. Mirko Pancaldi, Milano, Foto: La Camera Chiara/Andrea Vierucci. Styling: Anna Maria Eustachi. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Il vecchio baule può diventare un contenitore, un tavolino o un elemento ai piedi del letto
Un baule da viaggio può essere recuperato senza modificarne l’aspetto. La sua destinazione dipende soprattutto da dimensioni e altezza.
Può diventare un tavolino davanti al divano, un contenitore in camera oppure un piano d’appoggio in un angolo difficile da arredare. Se è basso, può essere collocato ai piedi del letto.
In un ambiente contemporaneo funziona bene quando rimane un elemento isolato, accostato a superfici lisce e arredi dalle forme semplici.
Prima di utilizzarlo come contenitore è opportuno controllare l’interno, eliminare eventuali odori persistenti e verificare che non ci siano tracce di umidità o deterioramento.
Il baule del nonno diventa trendy
L’idea in più? Lasciarlo aperto e utilizzarlo come coprivaso per piante da interno, una o due.

Il baule da viaggio è usato come contenitore piano d’appoggio nello spazio di risulta fra divano e parete. Progetto: O/A Officina Abitare, architetti Sara Bartolini e Matteo Pierattini, Firenze – officinaabitare.com. Foto: Studio Daido. Styling: Studio Wolo. Clicca qui per vedere tutta la casa.
Gli scuri della vecchia casa possono diventare una testiera originale
Quando non si tratta di un semplice mobile ma di un elemento appartenuto alla casa stessa, il recupero può assumere un significato ancora più forte.
Vecchi scuri o persiane possono essere trasformati per esempio in una testiera del letto, purché siano in buone condizioni e abbiano dimensioni adatte. Possono essere lasciati con la finitura originale oppure ridipinti, ma la scelta della finitura deve essere coerente con il progetto della camera, non semplicemente finalizzata a farli sembrare nuovi.
Una testiera di questo tipo diventa già un elemento molto caratterizzante: il letto, i comodini e l’illuminazione possono quindi essere mantenuti volutamente semplici.
Prima dell’installazione bisogna controllare il legno, eliminare eventuali parti degradate e assicurarsi che gli elementi siano fissati in modo stabile.
Come trasformare uno scuro in una testiera

Tutta bianca come l’intera camera, la testiera del letto è composta dagli scuri originali della casa, recuperati, assemblati e dipinti con smalto. Foto Paolo Fusco. Progetto Studio GRIPPO + MURZI, arch. Marco Grippo e arch. Matteo Murzi, Roma. Clicca qui per guardare tutta la casa
La macchina per scrivere diventa soprammobile
Una vecchia macchina per scrivere può essere conservata sulla scrivania, su una consolle o all’interno di una libreria.
Ha una presenza materica importante e può essere sufficiente da sola a introdurre un elemento del passato. Non occorre costruire intorno a lei un’intera ambientazione rétro: accanto a una lampada contemporanea e a una scrivania dalle linee semplici può risultare ancora più interessante.
Se è funzionante, può naturalmente mantenere anche una funzione d’uso, magari occasionale. In questo caso il recupero diventa ancora più significativo perché l’oggetto non viene conservato soltanto come ricordo.

Foto Paolo Fusco. Progetto Studio GRIPPO + MURZI, arch. Marco Grippo e arch. Matteo Murzi, Roma. Clicca qui per guardare tutta la casa
Il mobile bar? Un classico di cui forse rimpiangiamo la comodità
Il mobile bar è un altro arredo che può sorprendentemente funzionare in una casa contemporanea. La sua struttura può essere utilizzata per conservare bicchieri e bottiglie, ma anche per libri, oggetti decorativi o piccoli accessori.
Un mobile in legno scuro può essere valorizzato proprio senza cercare di uniformarlo al resto della stanza. Il contrasto tra il legno del mobile e superfici più chiare o contemporanee può diventare uno degli elementi caratterizzanti del soggiorno.
Se il mobile è particolarmente importante per dimensioni o finitura, è meglio evitare di affiancargli altri pezzi tradizionali di grande presenza.

In soggiorno, nell’angolo a destra, il mobile bar di famiglia in palissandro. Progetto: Studio Tricot di ing. Daniela Murri dello Diago, arch. Chiara Sabattini, interior designer Fred Avitaia, Firenze, https://www.studiotricot.it. Foto: Studio Daido Clicca qui per vedere tutta la casa.
Vecchie bilance, macinacaffè e utensili: pochi, ma scelti
Gli oggetti della cucina sono spesso quelli che hanno meno valore economico e più valore affettivo. Una vecchia bilancia, un macinacaffè manuale, una pentola in rame o un utensile particolare possono però diventare piccoli dettagli capaci di personalizzare una cucina contemporanea.
La quantità è determinante. Un oggetto ben scelto su una mensola può sembrare una scelta progettuale; una collezione di utensili sparsi sul piano di lavoro rischia invece di sembrare semplicemente accumulo.
In una cucina moderna con ante lisce e pochi elementi a vista, anche un solo oggetto in metallo, legno o ceramica può creare un piacevole contrasto.

Affettatrice rosso vintage, vecchie foto di grandi film alle pareti e un frigo (nuovo ma) dal sapore retrò. Fotografie: Giulio Oriani e Beatrice Vergani.
I piatti decorati possono diventare una composizione a parete
I vecchi piatti dipinti a mano non devono necessariamente rimanere chiusi in una credenza. Se il decoro è interessante, possono essere utilizzati come oggetti da tenere esposti.
Per inserirli in una casa contemporanea conviene però progettare la composizione come si farebbe con una parete di quadri: si stabiliscono prima posizione, ingombro complessivo e rapporto con i mobili sottostanti.
Una serie di piatti appartenenti alla stessa collezione può essere disposta in modo ordinato; pezzi diversi possono invece essere collegati da una cromia comune.
In una cucina o in una sala da pranzo possono trovare posto sopra una madia, una panca o un piano di lavoro, lasciando comunque una distanza sufficiente dagli elementi che potrebbero danneggiarli ed evitando di appenderli in una zona di passaggio.
Come decorare vecchi piatti e risparmiare con riciclo
Il “servizio buono” in porcellana: dalle tazze da brodo a quelle da caffè
Il vecchio servizio dei giorni di festa può essere recuperato anche quando non è completo. Tazze, piattini, zuccheriere, caffettiere e altri pezzi possono essere utilizzati singolarmente oppure mescolati con stoviglie contemporanee.
Prima di considerarli semplicemente vecchie porcellane, però, è utile controllare marchi, decori, periodo e stato di conservazione, soprattutto quando si tratta di produzioni di manifatture note.

Set di tazze da consommé o da brodo con piattini in porcellana bianca della collezione Vecchio Ginori (o Antico Doccia) di Ginori 1735 caratterizzato da un motivo a rilievo con linee a torchon o vimini intrecciato e doppi manici ricci. Foto: Il Ponte Casa D’Aste, https://www.ponteonline.com
Dal punto di vista dell’arredo, una parte del servizio può essere esposta in una vetrina, mentre alcuni pezzi possono tornare a essere utilizzati sulla tavola. È proprio l’abbinamento con piatti e bicchieri contemporanei a togliere alla porcellana quell’aspetto di oggetto intoccabile.

Foto di Il Ponte Casa d’Aste dal 1974. Servizio da caffè in porcellana serigrafata in policromia disegnato da Alighiero Boetti e Ettore Sottsass, prodotto da Alessi, Germania, anni ’70, marcato e firmato in blu sotto la base. Composto da caffettiera, zuccheriera, lattiera, sei tazzine con piattini e sei piattini da dessert – valore stimato 200 – 300 euro e venduto a 207 euro. https://www.ponteonline.com

































































