La Boule Kyoto: la nuova interpretazione dell’icona di Villeroy & Boch

Dalla Sfera progettata nel 1971 alla nuova versione ispirata alla cultura giapponese: La Boule continua a evolversi, mantenendo intatta l’idea iniziale: l'originalità nell’interpretazione della funzione e il valore decorativo.

Alma Dainesi
A cura di Alma Dainesi
Pubblicato il 09/10/2026Aggiornato il 09/10/2026
Villeroy & Boch boule kyoto

Ci sono oggetti che nascono per svolgere una funzione e finiscono per assumere un significato più ampio. È il caso di La Boule di Villeroy & Boch, una sfera che, una volta aperta, si rivela un servizio da tavola e che, richiusa, torna a essere un elemento scultoreo da lasciare in vista.

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La sua storia comincia nel 1971, quando Helen von Boch presenta Die Kugel, un progetto capace di racchiudere in una forma perfettamente sferica un servizio per quattro persone composto da 19 pezzi. Un’idea in cui la precisione della porcellana e la ricerca formale sono strettamente legate: i singoli elementi devono infatti incastrarsi con esattezza per ricomporre la sfera. Per la sua particolare sintesi fra arte e funzionalità, il progetto entra anche nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e del Dallas Museum of Art.

Dall’idea originaria alla casa contemporanea

Nel 2020 Villeroy & Boch recupera il progetto dagli archivi e lo rilegge per attualizzarlo alla luce dei modi di abitare moderni. La nuova versione deve conservare l’idea originaria, ma adattarsi a spazi più contenuti e a un modo diverso di vivere la tavola.

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La Boule Kyoto

Nasce così La Boule, composta da sette elementi per due persone: due ciotole, due piatti piani, due piatti fondi e un vassoio da portata. Separati, i pezzi possono essere utilizzati singolarmente; assemblati, ricreano la sfera.

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La Boule Kyoto

È proprio questa doppia natura a rendere il progetto ancora attuale: un servizio da tavola che può anche vivere nello spazio domestico come oggetto decorativo. La Boule è realizzata in porcellana Premium Made in Germany e prodotta nello stabilimento di Merzig, dove decorazione e assemblaggio vengono eseguiti manualmente.

Negli anni l’idea è stata sviluppata attraverso interpretazioni diverse, da quelle più essenziali a quelle più grafiche e colorate. Nel 2024 è arrivata anche La Petite Boule, una versione più compatta di cinque pezzi pensata per aperitivi, finger food e tapas.

La Boule Kyoto che guarda al Giappone

L’ultima evoluzione prende il nome di La Boule Kyoto e introduce un immaginario nuovo rispetto alle precedenti varianti. La forma rimane quella riconoscibile della Boule, mentre la decorazione si ispira alla tradizione giapponese e, in particolare, alla ricerca di equilibrio e armonia associata alla cultura del Paese.

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La Boule Kyoto

Il disegno mette insieme linee essenziali e motivi geometrici con la figura delle gru, simbolo giapponese di longevità e fortuna. Altri elementi decorativi richiamano invece i tessuti e le fantasie dei kimono, creando un rapporto tra la forma contemporanea della Boule e riferimenti alla tradizione artigianale.

Anche la tavolozza contribuisce a definirne il carattere. Il beige caldo richiama il rapporto con la natura; il rosso scuro introduce una nota più intensa, mentre il blu profondo porta una sensazione di calma e l’arancione aggiunge energia. L’insieme costruisce una composizione ricca di dettagli, ma mantenuta entro un equilibrio cromatico preciso.

Un oggetto da tavola, ma anche da vivere negli interni

Con Kyoto, La Boule accentua ulteriormente la sua presenza come oggetto decorativo. La forte caratterizzazione dei motivi e dei colori la rende adatta a essere inserita in ambienti molto diversi, non necessariamente già connotati da uno stile preciso.

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La Boule Kyoto

La sua forza sta proprio nella possibilità di creare un punto di attenzione all’interno di uno spazio: può dialogare con arredi di matrice diversa, introducendo un elemento inatteso. È una direzione che coincide con un modo sempre più libero di comporre gli interni, nel quale linguaggi e riferimenti diversi possono convivere.

In questo senso Kyoto non modifica ciò che La Boule rappresenta, ma ne amplia le possibilità: resta un servizio da tavola per due persone, ma quando non viene utilizzata torna a essere una presenza da esporre. Una caratteristica che appartiene al progetto fin dalle origini e che, a più di cinquant’anni dalla nascita della prima Sfera, continua a renderlo riconoscibile.

Claudia Knaupp racconta La Boule: tra design e nuova convivialità

Di seguito, l’intervista realizzata per Cose di Casa a Claudia Knaupp, Executive Vice President Marketing Dining & Lifestyle e Global Branding di Villeroy & Boch.

Claudia Knaupp

Claudia Knaupp

La Boule nasce nel 1971 come oggetto funzionale (un servizio da tavola nascosto in una sfera) e oggi viene riproposta anche come elemento d’arredo e complemento decorativo. In che misura questa doppia anima, tra utilità e bellezza, riflette la trasformazione più ampia di Villeroy & Boch da marchio di tableware a lifestyle brand?

La Boule è nata originariamente con il nome “The Sphere” e ha segnato il momento in cui Villeroy & Boch ha iniziato a chiedersi che cosa potesse rappresentare una mise en place al di là del suo uso pratico. È una domanda che ci accompagna da oltre cinquant’anni e che ha trasformato La Boule in una vera icona del design.

Il successo costante di questa linea dimostra la nostra capacità di ascoltare il mercato e di intercettare i desideri dei consumatori, ovvero la ricerca di oggetti di alta qualità che, partendo dalla loro funzionalità, diventano elementi di design attraverso cui esprimere la propria individualità.

Questa evoluzione riflette anche il nostro percorso come brand: negli ultimi anni siamo passati dall’essere produttori di articoli per la tavola a un vero e proprio brand lifestyle, offrendo una gamma di stili diversi ma mantenendo sempre un equilibrio tra funzionalità e design.

La Petite Boule riduce ulteriormente la scala a cinque pezzi pensati per il momento dell’aperitivo. Questo ridimensionamento significa anche ripensare il rituale della tavola? Come è cambiato oggi il modo di preparare la tavola e di vivere il dining?

La Petite Boule, con i suoi cinque pezzi, riflette perfettamente l’evoluzione del modo in cui oggi si vive la convivialità. La tavola formale, strutturata in più portate, non è più la norma. Le persone ricevono più spesso, in modo più informale e in contesti più spontanei.

L’aperitivo è sociale, dinamico, spesso in piedi, costruito più sulla conversazione che sulla sequenza dei piatti. Il rituale si sposta quindi dal “preparare una tavola” al “creare un momento”, con meno elementi ma ciascuno pensato per funzionare a livello estetico e pratico.

Quando progettiamo nuove collezioni, teniamo conto di questi cambiamenti: ciotole di varie dimensioni, pezzi da servizio, soluzioni mix & match sono sempre parte del nostro pensiero. La Petite Boule è una delle risposte a questa trasformazione.

Kyoto introduce motivi decorativi lontani dalla tradizione europea dell’azienda. In un momento in cui le persone cercano negli oggetti di casa anche una forma di espressione personale, come si decide a quale immaginario attingere e quanto pesa, in queste scelte, l’osservazione dei nuovi stili di vita?

Villeroy & Boch affonda da sempre le sue radici nella tradizione europea, ma questo non significa che il nostro linguaggio di design sia chiuso alle influenze del resto del mondo. Il nostro team di designer ha una sensibilità molto forte verso ciò che i consumatori cercano e verso le tendenze che plasmeranno l’interior design nei prossimi anni.

Non siamo alla ricerca di mode passeggere, ma di design iconici, capaci di emozionare e di resistere nel tempo. Le influenze giapponesi arricchiscono il mondo dell’interior design già da molto tempo, e abbiamo voluto integrarle anche noi. Con La Boule Kyoto, portiamo l’eleganza discreta e l’armonia della cultura giapponese in un dialogo autentico con la nostra eredità.

Le altre varianti della Boule hanno generalmente uno stile neutro o pop, facilmente abbinabile a contesti diversi. Kyoto ha invece una personalità molto più definita. È un oggetto pensato per chi ha già uno stile consolidato, o può funzionare anche come punto di partenza per reinventare un ambiente? E se sì, come?

La Boule Kyoto può essere entrambe le cose: un accento deciso per chi ha già uno stile definito, oppure un vero punto di partenza per ripensare un ambiente. La sua forte personalità – data dalla forma iconica, dai colori caldi e dalla combinazione varia di motivi decorativi creando un effetto visivo ricco e dinamico – fa sì che non passi inosservata. Non si limita a integrarsi, ma impone un tono.

Ed è proprio per questo che funziona così bene nelle case che sfuggono alle tradizionali classificazioni, passando con naturalezza da un mobile mid-century a una cucina Japandi, fino a una tavola minimalista, risultando sempre un elemento che cattura lo sguardo.

Più che adattarsi a una stanza, Kyoto invita la stanza ad adattarsi a lei, suggerendo nuove combinazioni di colori, materiali e atmosfere. In questo senso, non è un oggetto da “abbinare” a uno specifico stile, ma un oggetto che dà alle persone la libertà di mescolare stili diversi.

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La Boule Kyoto

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